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VOLTI FELINI

DONATELLA
Donatella guarda il mondo con grandi occhi di fanciulla. E’ ingenua e sincera. Dice: “ Vado fuori a guardare il prato “ è inverno e il prato fiorisce di myosotis, ranuncoli e rose selvatiche, vi si allargano i fiori dell’elleboro.
Donatella guarda il mondo con grandi occhi di cervo. E’ timida e paurosa.. Dice: “Vado fuori a guardare il mare.” E il mare che era mosso e opaco, ora è calmo e trasparente. Si distende in piccole
onde di luce, vi si schiudono uova di pesci colorati, conchiglie di madreperla si perdono in fondali sabbiosi.
Donatella ha lo sguardo di una maga, il cuore di un bambino. E’ dolce e allegra..Dice:” Vado fuori a guardare il cielo” E il cielo che era grigio di pioggia e di vento, ha allontanato le nubi, e il vento non è più vento e si è trasformato in brezza.
Donatella ha occhi di chimera. Veste ali di fantasia e vola tra sogni e illusioni. Dice : “Vado fuori a guardare gli uccelli”. E il fringuello, la cincia, l’allodola si uniscono al canto della capinera e raggiungono l’albatros che vola sul mare.
Donatella ha negli occhi la meraviglia di vivere. E’ buona e generosa. Dice: “ Vado fuori a guardare gli alberi.” E i fiori del gelso si trasformano in more chiare e zuccherine e il mandorlo e il noce affondano le radici nel terreno e si riempiono di frutti e il pino accentua il suo profumo.
Donatella ha occhi di felino. E’ leale e coraggiosa. Dice: “ Vado a guardare il mondo” e sale sulla collina e il mondo sotto di lei cambia colore e il nero della guerra si frantuma e si trasforma nei colori della pace e soldati con divise differenti si stringono la mano.
Donatella ha negli occhi lo stupore. Dice: “ Vado a guardare la vita” e sale sulla torre in cima alla collina e la miseria, la crudeltà, l’incomprensione si stemperano come vapore sull’acqua di un lago.
Donatella ha occhi di dolore. Dice: “ Voglio guardare la morte” e si sporge dal balcone della torre e si getta giù, ma i ranuncoli, l’elleboro e le rose selvatiche si sollevano sino a lei, si uniscono al volo della cincia, dell’allodola e della capinera, e insieme all’albatros la portano lontano.
Donatella ha occhi di farfalla

LA VITA DIETRO A UNO SGUARDO
Ti cattura il suo sguardo. Quello di una donna irreale, forse mai esistita che ti osserva da un quadro. “Quella sono io” pensi” quello è il mio sguardo, di quando sono arrabbiata o sono sola o triste, quando un mio desiderio si è trasformato in illusione”
TI blocchi davanti a quel quadro e i pensieri, bruma inconsistente nella tua mente, diventano a poco a poco mute domande, “ Chi sei? “ chiedi, “ chi sei stata?. Che cosa hai vissuto? Quali dolori hanno reso i tuoi occhi così bui, la tua bocca così serrata? E come ti chiami? Che nome ti hanno dato? “
Ti viene voglia di inventare una storia, per questa donna che sembra aver vissuto chissà quali dolori, chissà quali perdite, e lei ti fissa con i suoi grandi occhi scuri, immobile, imperscrutabile. E vivi la contraddizione tra quello sguardo che sembra voglia comunicare i segreti di una vita e quella bocca chiusa, in un silenzio ostinato, tragico.
In piedi davanti a lei, aspetti, ti illudi di leggere e capirne i pensieri, ma la tua mente si svuota, si perde, non riesci a scalfire quel silenzio ostinato.. Provi a darle un nome, il primo che ti viene alla mente: Emilia e subito dopo ti chiedi:” che importanza ha un nome, potrebbe chiamarsi Matilde, Nina, o Agnese. Lei è il suo sguardo. Lei è i suoi occhi. Lei è la vita dietro a quelle labbra strette. E’ lì, che aspetta che il tempo passi sulle sue ferite e ne porti via il ricordo, è lì che aspetta che il cuore torni ad accelerare i suoi battiti e spera che le sue illusioni non rimangano sogni.

SILVIANA CHE SCESE DA UN QUADRO
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